Avete mai notato che i macchinisti giapponesi utilizzano dei gesti particolari mentre pilotano i treni? Vi siete mai chiesti cosa significhino?

La 指差し技, la tecnica di indicare con il dito, è una delle tecniche procedurali usate nelle ferrovie giapponesi per evitare incidenti su rotaia.

Un po’ come accade prima del decollo di un aereo, anche sui treni bisogna effettuare una serie di controlli procedurali per evitare disastri.

Infatti, è stato provato che quando le procedure sono di routine, complesse e sotto stress il cervello umano può arrivare a commettere degli errori fatali: è un inganno del cervello che in certe condizioni tende a confondersi involontariamente. Uno studio meticoloso  in collaborazione con alcune università  di Tokyo ha dimostrato infatti che in fasi di routine e sotto sforzo alcuni macchinisti non vedevano alcuni segnali ed a volte si confondevano con le luci.

Così, per evitare il problema i Giapponesi hanno messo in atto una semplice ma geniale trovata, obbligatoria per tutto il personale coinvolto alla guida od il transito dei treni: indicare il cartello od il segnale semaforico con il dito indice. Facendo questo è stato dimostrato con i fatti che gli errori e gli incidenti sono stati ridotti al minimo.Con questa procedura l’occhio viene richiamato dall’attenzione del dito che sveglia i riflessi e focalizza esattamente il segnale od il semaforo luminoso. Quindi puntandolo nella sequenza del proprio ruolo, si ha la certezza di seguire non solo la giusta procedura ma di vedere esattamente il segnale nella sua chiarezza.

Un gesto semplice, banale di routine che però essendo una delle più grandi rete ferroviarie del mondo, si conquista il podio per il livello elevato di sicurezza raggiunto, con il più basso numero di incidenti proprozionati tra numero di corse e treni.

 

 

 

Christmas in Japan!

On January 27, 2015, in Italiano, Life in Japan, Uncategorized, by 03. ilaria
0

E’ stata la prima volta che ho passato il Natale lontano da casa. Ed è anche la prima volta che l’ho passato in un Paese in cui non si festeggia questo giorno in senso religioso. In realtà non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo se avrei sentito la mancanza di un Natale “italiano”, o se questa particolare esperienza mi avrebbe incuriosito. Eppure anche questa volta ho imparato un sacco di cose nuove.

Innanzitutto, il periodo natalizio in Giappone comincia intorno al 1 novembre, quando le vetrine dei negozi vengono addobbate con oggetti inerenti al tema invernale e le vie delle città si riempiono di luminarie colorate. Ai giapponesi, infatti, piace parecchio passeggiare sotto queste miriadi di luci la sera, magari insieme al proprio 恋人. Per tale motivo, le luminarie abbondano per le vie giapponesi, dando vita anche a veri e propri spettacoli di luci! E pensare invece che in Italia, un po’ per la crisi e un po’ per una questione di risparmio energetico, stanno diventando sempre più rade!

Ebbene, anche io non mi sono lasciata sfuggire l’occasione e sono andata a sbirciare (senza 恋人 :P) queste luminarie nella zona di Marunouchi e di Roppongi. Uno spettacolo mozzafiato!

Purtroppo il giorno della vigilia, di Natale ed i giorni seguenti ho sempre lavorato, quindi non ho potuto girare molto. Nonostante ciò ho potuto notare diverse cose. In primis, come mi è stato confermato anche dal mio collega e da alcuni amici giapponesi, Natale in Giappone è considerato una sorta di San Valentino, un giorno per le coppie. Inoltre, il momento più importante della festività non cade il 25 dicembre (come nei Paesi cattolici), ma la sera del 24 dicembre. Ecco quindi che tutti i ristoranti si riempiono di coppiette che davanti ad una flute di bollicine brindano all’amore eterno. E’ durante questa serata che vengono consumate le クリスマスケーキ (torta di natale) e i チキンフライ del KFC (pollo fritto) (usanza importata dagli USA. Avevate dubbi?). 

Il 25 dicembre, invece, è considerato un giorno normale e si finiscono gli avanzi della torta di Natale o, in alternativa, per chi non ha potuto incontrarsi la sera prima, si festeggia insieme. Importante sottolineare, però che, a differenza dell’Italia, qui sia il 24 che il 25 dicembre sono giorni lavorativi. Il Natale, in sostanza, è una festa puramente commerciale.

Io che in questo Paese sono sempre controcorrente ho festeggiato il pomeriggio del 25 dicembre prima del lavoro con un amico. Siamo andati a mangiare la famosissima torta di Natale in una pasticceria a Shinagawa. Lì abbiamo parlato parecchio sulle differenze fra il Natale italiano e giapponese.

In Italia, anche se poco a poco il significato religioso di questa giornata sta via via affievolendosi, il Natale viene considerato da chiunque una festività da passare con la famiglia. Si trascorre quindi la serata del 24 o la giornata del 25 dicembre intorno ad un tavolo a mangiare un sacco di prelibatezze, fra cui l’adorato Panettone (un dolce a base di pane dolce, uvette e canditi) di cui ho sentito un’enorme mancanza nel mio Natale giapponese. Insieme quindi si chiacchiera, si scartano i regali e si festeggia. 

In Giappone, invece, come ho scritto sopra, il Natale è una “festa” per le coppie e non si fa nulla di speciale. In particolare ho provato a chiedere al mio amico cosa fossero le prime cose che gli venissero in mente se gli avessi detto la parola “Natale”. Le risposte sono state:

  • Luminarie
  • Torta di Natale
  • Pollo fritto
  • Fidanzato/a
  • Regali

Da bambino invece, in cima alla lista, ovviamente, ci sarebbero stati i regali (i bambini sono uguali in tutto il mondo, eh!).

Da italiana, credo che una possibile lista di risposte potrebbe essere la seguente:

  • Regali
  • Famiglia
  • Cibo
  • Cibo
  • Cibo
  • Cibo

Alla fine, a parte la marea allucinante di clienti che abbiamo avuto al ristorante non solo il 24 e il 25, ma anche il 26 e il 27 dicembre, posso dire che il mio Natale giapponese è stato trascorso in modo alternativo e liscio come l’olio.

Dimenticavo! Ho ricevuto anche io il mio regalo dalla pasticceria di fianco al ristorante dove faccio “baito”. Alla fine della serata sono arrivare le commesse che ci hanno “regalato” (barattate dal mio capo con una bottiglia di spumante) 5 Christmas Cake perchè altrimenti sarebbero finite nell’immondizia. E’ in quel momento che ho capito perché i giapponesi tendono a chiamare クリスマスケーキ le ragazze che dopo i 25 anni non si sono ancora sposate: come una vera torta di natale va consumata per forza entro il 25 dicembre (proprio perché è una torta di natale), anche le ragazze devono essere “consumate” entro i 25 anni, altrimenti poi non sono più “buone”. 面白いですね。

 

En début d’automne dernier, je suis allée faire du bénévolat avec l’entreprise de mon mari. Nous étions environ 100 personnes. Notre mission était d’aller nettoyer les ordures abandonnés sur le Mont Fuji.
Aujourd’hui encore et malgré le fait que l’on fasse la promotion pour l’environnement, il y a des déchets sur cette magnifique montagne. Mais ce n’était pas les déchets récent que nous avons été ramassé, mais ceux datant de bien avant ma naissance, environ 1950… A cette époque, on enterrait les déchets au pied du Fuji san et pas uniquement lors que les gens faisait du camping. Nous avons trouvé un vélo, des bouteilles de whisky ou d’autres alcool, des vases, des sacs plastiques entiers qui contenaient plein de choses à pleine reconnaissable! J’ai même trouvé une très vielle bouteille de Coca cola dont l’étiquette était à peine abimée! En 2 heures, on a ramassé 380 kg de déchets! C’est pas rien et cela fait vraiment réfléchir.
C’était effrayant! Plus de 60ans était passé et c’était à peine dégrader… En voyant cela, ça nous montre bien à quel point nous devons absolument apprendre à consommer autrement et surtout à recycler au maximum! Pas pour nous, mais pour nos enfants. Ce qui est dramatique, c’est que des gens continues à jeter n’importe où et à surconsommer aussi… et pas qu’au Japon. Faut vraiment en être conscient et réagir en fonction.

美しい富士山を子どもたちに残していくために

YouTube Preview Image

Pour que nos enfants profitent d’un mont Fuji encore plus beau.

Hormis le côté bonne cause, j’ai aussi passé une belle journée avec un pique-nique et un bon Onsen bien mérité. Ily avait aussi beaucoup de famille avec enfant qui ont participé et c’était vraiment sympa de tester mon japonais avec eux. Parfois, les organisateurs me mettaient avec les enfants pour les explications et c’était quand même difficile pour moi de tout comprendre! lol Mais j’ai adoré et je le referais surement l’automne prochain en espérant que cette fois, le soleil sera un peu au rendez-vous, parce que c’est vraiment dommage d’aller au pied du Fuji et de ne pas le voir… ^^’

Cette histoire date un peu, mais j’avais envie de la partager avec vous.

Photos et rapport par l’association: (en japonais 日本語で)
http://www.fujisan.or.jp/Blog/Phototopics/post_600.html

Information sur le Fujisan Club: (en japonais 日本語で)

http://www.fujisan.or.jp/index.html

 

 

Tagged with:
 

Arrivati al 6 livello (pre-avanzato) alla Kai Nihongo School, si ha la possibilità di frequentare delle lezioni a scelta, il martedì e il giovedì, al fine di migliorare i punti deboli del proprio giapponese. Studenti del 6, 7 e 8 livello vengono riuniti in diverse classi per frequentare le lezioni scelte all’inizio del trimestre.

Il trimestre scorso (ottobre-dicembre), poiché cadeva in concomitanza con il JLPT, le scelte ricadevano solo su tre lezioni:

  • corso preparatorio per il JLPT N1
  • corso preparatorio per il JLPT N2
  • e un corso in cui si preparavano delle presentazioni da esporre davanti alla classe.

Siccome a dicembre avrei dovuto sostenere l’N2, ho deciso di frequentare il corso di preparazione per l’esame di certificazione di giapponese. Le lezioni a mio avviso sono state molto utili.

Al martedì la mattinata veniva divisa in due parti: nella prima parte ci si preparava per la prova di 読解; nella seconda parte, invece, ci si preparava per la prova di 漢字・語彙.

Anche il giovedì era diviso in questo modo, ma nella prima parte ci si esercitava con la 聴解 e nella seconda si apprendevano nuove regole di 文法.

Per questo trimestre, invece, non essendo il JLPT alle porte, la scelta è più ampia.

Il martedì è stato possibile scegliere fra:

  • corso di Business Japanese (quindi 敬語, come affrontare 面接  e telefonate in giapponese business, ecc);
  • corso di “Foto essay” (vengono distribuite delle immagini e da quelle si deve inventare una storia e scrivere un tema);
  • corso di 読み物 (ogni settimana si legge un estratto di un romanzo, manga, intervista, e così via, si analizzano i contenuti e infine si compara con la trasposizione cinematografica);
  • corso di “discussion” (ogni settimana vengono assegnati temi differenti riguardo a cui cercare informazioni e discutere in classe).

Per quanto riguarda il giovedì si è potuto scegliere fra:

  • corso sulle コロケーション (ovvero modi di dire e frasi fatte usate nel giapponese quotidiano);
  • corso in cui si cercano informazioni su determinati argomenti e si scrivono report;
  • corso sull’analisi della comunicazione;
  • corso di 短文クリニック (vengono analizzate diverse forme grammaticali che a prima vista risultano simili ma hanno nuance molto diverse).

Le classi sono tutte molto utili ed interessanti e la scelta è stata molto difficile. Ogni classe infatti punta a rafforzare i propri punti deboli della lingua giapponese: la lettura, il keigo, la scrittura, la produzione orale e così via.

Non vi sembra interessante?

 

 
Hong Kong

Hong Kong

On January 23, 2015, in Française, Travel, by 01. ScillaChan
0

Une chose que je trouve étonnante dans le Japon, c’est qu’il revient moins cher de voyager à l’étranger que dans le Japon même. Par exemple, mon weekend à Séoul m’a coûté aussi cher qu’un voyage à Kyoto! Évidemment, je voyage et recherche toujours les prix les plus bas, mais mon weekend de 3 jours, tout compris, m’a finalement couté moins cher qu’un trajet en Shinkansen aller-retour pour Kyoto. Du coup, avec mon mari, on en profite pour visiter en coup de vent les grandes villes d’Asie. J’ai un autre avantage comparer à d’autres personnes aussi faut dire, étant suissesse possédant des francs suisse, j’ai un peu plus de facilité de déplacement grâce au taux de change très avantageux. Tout ça pour dire que durant le weekend prolonger du mois de Janvier, nous nous sommes rendus à Hong Kong.

Une très grande ville qui fût autrefois une colonie anglaise. Elle fût rendu à la Chine en 1997 après 155 ans de colonisation. Je m’en souviens très bien, toutes les télés en parlaient, un événement mondial. Ceci dit, après avoir visiter cette grande ville, je me demande si finalement c’était vraiment une bonne chose pour les hongkongais… Je ne suis pas pour les colonies de manière générale, mais il me semblait que Hong Kong était beaucoup mieux avant, ou du moins de part les reportage que j’en ai vu. Même mon mari qui avait visité la Hong Kong anglaise, a été vraiment déçu de ce qu’il a vu. Je ne pense pas polémiquer sur ce sujet bien longtemps, parce que ce n’est qu’un ressenti de touriste et qu’on pourrait finalement en parler très longtemps.

(more…)

Tagged with: