The Ghibli Museum is definitely a place to visit for people who grew up watching Miyazaki’s animes. Miyazaki is quite popular in Taiwan, and I remembered that the first time I saw his anime was at high school in art class. He is famous for producing animes that talk about environmentalism, politics, with the main characters being independent girls or young women. Therefore, many agree that his films encourage young girls to be independent and to make their own decisions. Popular animes include My Neighbor Totoro, Princess Mononoke, Spirited Away and etc.

 

The ticket is reserved online, selecting a slot of time (10am, 12pm, 2pm, and 4pm) to visit. Even if the number of visitors are controlled, there were still a lot of people when we arrived. The ticket to the museum is beautifully designed like a film, as shown in the picture below, and there is an area where you can insert your entrance ticket into a machine and see how it will be shown on screen. There were several rooms with different aspects in film- making but the one room that impressed me the most was the work place of the artists. What was surprising to me was how much effort and detail were required in making an anime. Taking colors for example, there were approximately 800~1000 little bottles of different colors on the shelf. Every detail of color that we see in a character’s face is actually carefully selected, using coding to indicate the specific color. And every change of expression in a second requires a new drawing. You can imagine how many drawings will be required in order to make an anime that is usually 120 minutes long (120 minutes * 60 drawings/seconds per minute =7200 drawings?). I was very tempted to take a photo (and it would also be easier to visualize and explain), but unfortunately, the museum doesn’t allow picture-taking. It would have been nice if they had tour guides there, since there were a lot of interesting aspects where I would like to know more about.

It is a relatively small museum, as you could probably finish the whole place in 1-2 hours, but if there is a crowd (which normally happens, it will probably take a little more longer)

 

Another thing worth mentioning is the background music in Miyazaki’s animes- produced by Joe Hisaishi. Among the many famous music pieces that he produces for the films, these are the most widely known: 君をのせて, Legend of Ashitaka, Princess Mononoke Symphonic Suite.

And here’s a clip to one of them:

 

 

 

Buongiorno!

Oggi la febbre mi costringe a stare a casa, la giornata è piovosa . Nonostante la pioggia, affacciandomi alla mia finestra il solito spettacolo non cambia: i Giapponesi amano andare in bici. Come avviene anche in molti paesi del nord Europa, la bicicletta è forse il mezzo più utilizzato per spostarsi in città. Lo trovo fantastico: pulito, ecologico, silenzioso e, nel suo piccolo, veloce. Anche io non ho resistito ed ho comprato una bicicletta che ho chiamato Jitensha ( fantasia portami via..!)

Ideale per i piccoli spostamenti, ma anche per quelli più lunghi, la bici è un mezzo che ti permette di risparmiare moltissimo su quelli che sono costosi abbonamenti ai mezzi pubblici di Tokyo. In realtà credo che questo sia il principale motivo di un utilizzo così spropositato! Il costo di una bicicletta di media qualità si aggira sui 12000 yen ( circa 85 euro ), ovvero il costo ( medio ) di UN abbonamento mensile! Insomma, acquistando la bici si decide di fare un investimento :-)

Sicurezza: a differenza di Roma, la città in cui sono nata e cresciuta, bighellonare in bici a Tokyo non è pericoloso. Le strade sono ampie, i marciapiedi anche, le salite e le discese pressoché inesistenti! Le macchine non corrono!!!

In bici in giro per Tokyo vedi chiunque: donne, vecchietti e vecchiette, uomini in giacca e cravatta, bambini! Tutti la usano ed è ecologicamente una immagine molto bella!

bike

 

Anche il parcheggio non è un problema: ci sono molti parcheggi che per la modica cifra di 100 yen ( 70 centesimi ) te la tengono per tutto il giorno! Parcheggiare per strada potrebbe invece essere un problema, incorrere in un multa non è difficile. Da una parte però è anche giusto: immaginate milioni di biciclette sul ciglio delle strade? Troppo disordine, il Giappone non lo permette!

Per concludere consiglierei vivamente a chi è a Tokyo come me per gli studi, e quindi per un periodo che va oltre i tre mesi del visto turistico, di considerare seriamente l’idea di acquistare una bici. Oltre al risparmio ci si guadagna anche in salute, per non parlare del vento in faccia la mattina: la sveglia migliore!!!!! :-)

bici japan

 

 

Laura 4M -2

 

列に並ぶ外国人

On April 13, 2014, in Italiano, Life in Japan, by 04. chiara
2

Allora… Il Giappone. Il paese delle file. C’è una fila per quasi tutto. Per partecipare a un evento, per comprare un cd edizione limitata, per un libro nuovo in uscita, per una cena in un posto buono, per una cena in un posto non buono.. Fila.
E normalmente c’è sempre qualcuno che ha capito prima di te come funziona e ha comprato un ticket o si è procurato un coupon per pagare quella tale cosa la metà o per ricevere qualche esclusivo regalo insieme all’acquisto. Ma anche io sono colpevole. Anche io ho fatto delle file, lo ammetto. Nonostante sia un’impaziente gaikokujin sono stata in piedi sotto il caldo o al freddo dell’aria condizionata per buone decine di minuti. Ho pazientemente aspettato insieme ad altri mille mila giapponesi che fosse il mio turno. E c’è una cosa che in fila non puoi evitare.
Gli sguardi della gente che non è in fila.
In qualche modo si è giudicati, soprattutto se come me si è dai colori “pseudo-nordici” e non c’è alcun verso di mimetizzarsi nella folla. E’ una sensazione particolare perché anche volendo farti i cavoli tuoi col tuo smartphone o leggendo un libro o coprendoti il volto con chiome fluenti, non sfuggi al loro giudizio critico. La cosa di cui forse più si stupiscono è “perché questa che è “straniera” è volontariamente in attesa in un posto mentre io non ho nemmeno idea di cosa stia succedendo qui?”. Come è stato possibile che io sia riuscita a sapere più di loro a riguardo e sia riuscita a inserirmi nel complesso sistema-file=roba-buona? Un gaikokujin non è qui solo per i templi e per la cerimonia del tè? come può interessargli/le l’acquisto di un libro di recente uscita e per di più scritto in giapponese? O peggio come è riuscita a sapere di un segretissssssimo evento riguardante qualche vip giapponese non propriamente conosciuto ai più?

Forse mi metto troppo nei loro pann, immedesimandomi in una persona che non conoscendo il motivo di una fila crede che siano tutti dei totale baka a stare lì in piedi ad aspettare chissà quanto per chissà cosa. Forse sono troppo italiana in questo mio giudicare ed essere giudicata. Forse non c’è giudizio alcuno nei loro sguardi ma solo curiosità. Curiosità e magari nel mio caso un pizzico di stupore considerando che ancora è si reputa miracoloso che uno straniero riesca ad orientarsi in Giappone ( quando trovo che non sia così tanto più difficile che orientarsi in qualunque altro paese del mondo modernizzato ) figurarsi avere la pazienza ” tutta orientale ” di aspettare un’ora e un quarto per addentare un buon katsudon di Nagoya.

Insomma mi sono accorta che in fondo sono disposta ad aspettare più di quanto credessi. E ciò nonostante fossi di una proverbiale impazienza fino a qualche mese da. Forse sono stata contagiata dalla rassegnata attitudine attendista giapponese.
Voi che ne pensate? Per il vostro scrittore/attore/cantante/cibo preferito sareste disposti ad aspettare anche una o due ore in completo silenzio e solitudine?

 

 

Famoso in tutto il mondo, visto in ogni manga/anime che si rispetti, il Ciliegio Giapponese è uno dei simboli-mito di questo straordinario paese. 

Per la prima volta vivo qui il periodo dello Hanami 花見 ed è  semplicemente incredibile. Il frenetico correre di una Tokyo in perpetuo movimento subisce un vistosa frenata innanzi a questi alberi incantevoli che con un fruscio di fronde quasi ti obbliga a bloccare tutto ciò che sei intento a fare solo per dargli un profondo sguardo. Un po’ come una magia.

E’ così strano pensare che nel resto del mondo spesso e volentieri si passa accanto ad un albero in fiore non rendendosene neanche conto, mentre qui in presenza di questo quasi ci si inchina. E’ il ringraziamento, il sentimento di gratitudine e di ammirazione di cui questo popolo è colmo. E’ la Grazia e la Bellezza, ma anche la Fugacità della vita. Così bella, così breve, così da vivere e godere al massimo. Proprio come un Ciliegio al culmine della fioritura, fugace e meravigliosa.

Momenti che vanno vissuti con amici e famiglia, bevendo, mangiando o semplicemente stando seduti all’ombra dei Sakura, lasciandosi inebriare dalla loro nuvola rosa.

Anche il più impegnato dei lavoratori trova pace qui.

Laura

 

 

It’s that time of the year. The one I and many people have been waiting for for a long time. Yes, you have probably guessed it right. I’m talking about the sakura season, famously known in Japan for being one of the most magical moments of the year to enjoy nature.

Beautiful cherry blossoms are  decorating parks and streets all over Japan rigth now.

Beautiful cherry blossoms are decorating parks and streets all over Japan rigth now.

 

It is common during this season to see japanese people (and forgeiners) enjoying Hanami parties together. Hanami (花見or “flower viewing”) is the Japanese traditional custom of enjoying the transient beauty of flowers.

Shinjuku Gyoen National Garden is a large park with an eminent garden in Shinjuku.

Shinjuku Gyoen National Garden is a large park with an eminent garden in Shinjuku.

 

There are many beautiful spots in Tokyo where you can observe the sakura. A few days ago I went to Shinjuku Gyoen National Garden, and I have to say that the 200 yen I paid for the entrance ticket where probably the best investment I have done so far in this contry.

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There are some parks where you can access free of charge, such as Ueno Park and Yoyogi park. But since I live in Shinjuku, I decided to go to the closest hanami spot I had from home.

Cherry blossoms are flowers blooming from cherry trees called sakura after the Japanese (桜 or 櫻; さくら)

Cherry blossoms are flowers blooming from cherry trees called sakura after the Japanese (桜 or 櫻; さくら)

 

These past few days it has been raining a lot, so I am hopping for some sunny days before the sakura season is over, so that I can enjoy watching them under the warmth of the sun one more time.

The cherry blossoms reminds me how sometimes the small things in life are the most beautiful, and although it doesn’t last very long, I feel that they somehow charged my batteries so that I can have a fresh start in this new Term at school.

If you have a chance, go have a look and prepare yourself to be amazed. You will not regret it! ;)