Enfants d’expatriés et l’école

On June 29, 2015, in Française, Life in Japan, by 01. ScillaChan
0

Ça faisait un moment que je voulais écrire cette article sans vraiment avoir eu le temps pour le faire. Je ne sais pas s’il y a beaucoup d’expatriés ayant des enfants dans l’école, mais ceux qui sont comme moi, mariés à un japonais ont toujours dans un coin de leur tête la question des enfants. Après avoir discuter avec beaucoup de personne dans ce cas, parents et même ceux qui n’ont pas encore d’enfants, on se demande si on doit mettre notre enfant francophone dans une école japonaise ou dans une école internationale, comme le Lycée français. Evidemment, il y a aussi la question de l’argent, parce que les école privées internationales ne sont pas données… Mais si l’on met de côté l’aspect financier, est-il plus judicieux d’envoyer l’enfant dans une école internationale ou japonaise? Au Japon, l’école est obligatoire dès l’âge de 6 ans et pas question de faire l’école à domicile. En général, on ne se pose pas la question de la langue au niveau de la crèche. Les crèches internationales ne sont pas vraiment nombreuses et la plupart des japonaises y enseignent l’anglais. Il en existe qu’une seule à ma connaissance pour les petits francophones et elle est faite pour les enfants de 2 à 3 ans, “Au Pays des Sakuras”, qui a pour objectif de préparer les enfants pour leur entrée au Lycée Franco International de Tokyo.

Etant babysitter pour enfants francophone, j’ai régulièrement contacte avec ces enfants. La plupart des enfants métissés franco-japonais vont dans une école locale, japonaise. Souvent pour une question d’argent ou de convenance.  Quand je leur demande s’il n’aurait pas l’envie de placer leur enfants dans une structure francophone, on me dit souvent que ce serait bien en effet. Quand au enfants de francophone expatriés, la plupart vont au lycée français de Tokyo. D’abord parce que la grande majorité des expatriés ont une aide financière pour l’école de leur enfants mais aussi parce que souvent, ces enfants ont déjà été scolarisé avant en France. Les plus petits suivent simplement le chemin de leur aînés. Quand je leur demande s’il n’aurait pas été intéressé de faire aller leur enfants à l’école japonaise, on me dit qu’ils n’en voient pas l’intérêt s’ils rentrent dans 2 ans.  Ceux qui aspirent à rester plus longtemps, sont eux plus mitigés, mais comme leur enfants ont commencé dans une école francophone, c’est un peu tard estiment-ils, alors ils n’y pensent plus.

Pour ma part, je me dis que si j’en avais les moyens financier, peut-être que j’enverrai mon enfants dans une école internationale, parce que je sais que parfois les enfants métissés sont victimes d’ijime (maltraitance), de la part des enfants japonais et aussi parfois même des enseignants. En effet, j’ai entendu dire dans certain témoignage d’enfants métissés que leur enseignant les pensaient parfois pas capable d’apprendre les kanji comme un enfants japonais, un exemple qui renvient assez souvent. Evidemment, l’époque à un peu changer et en tout cas en ce qui concerne les école de mon quartier, les métissés sont assez bien intégrés, heureusement. Après, je ne sais pas trop au niveau lycée car je n’ai pas de connaissance métissée dans les niveaux supérieurs.  Je me dis aussi que dans les pire des cas, je poussais toujours faire suivre à mon enfants des cours au pays, un peu comme un échange scolaire, parce que mine de rien, le français est une langue difficile à apprendre… la preuve est que même les adultes on parfois du mal à l’écrire (moi la première! lol). Bon dans mon cas, le dilemme ne sera pas posé très longtemps, d’abord parce que je n’ai pas d’enfants encore et aussi parce que je n’ai pas les moyens financiers pour envoyer mon enfants dans une école internationale, d’autant qu’étant suisse, je ne reçois aucune réduction pour le lycée français contrairement aux français. 

Si vous vous êtes posé les mêmes questions que moi, n’hésitez pas à me faire part de votre choix ou vos hésitations en commentaire ci-dessous.

Information sur le jardin d’enfants Au Pays des Sakuras : http://aupaysdessakuras.com/

 
hipster-dog-street-fashion-japan

Stranezze dal Giappone (parte 2)

On June 18, 2015, in Fashion, Italiano, Life in Japan, by 03. Chiara
0

I love fashion versione quadrupede

Che i giappi trattino i loro fedeli amici a 4 zampe come fossero i loro pargoli si sapeva. Si tratta prettamente di chihuahua e barboncini o cmq quadrupedi della grandezza non superiore a quella di un nano da giardino, tanto che nelle rare occasioni in cui ti capita di vedere un golden retriever temi di aver preso un’insolazione o di avere il morbo del coguaro. Fatto sta, che da bravi intrallazzatori i nippongini ci hanno visto anche qui il vantaggio economico e quatti quatti zitti zitti (si`, uso espressioni italiane a caso perché me lo sto dimenticando) si sono dati da fare e quindi daje di culle e passeggini per cani, parrucchieri per cani e vestiti per cani, no, non i nostri maglioncetti sformati per l’inverno o quella specie di cerate brutte, parlo di veri e propri capi d’abbigliamento trendy come jeans, polo e per le bambin…ehm..cagnette (o.o) vestitini di pizzo con le perle and such…
In realta’ questo punto merita una particolare attenzione, perché gli animali domestici qui in Giappone sono strani, sono tipo soprammobili, i cani non annusano la pipi’ degli altri cani, non tirano il guinzaglio strattonandoti perché hanno visto una lucertola, non si interessano se vedono altri cani, sono dei perfetti bambolotti, e non solo, questa cosa si estende anche ai gatti. Ora, posso anche capirlo un chihuahua con l’indole di uno stercorario, ma da veterana dei gatti non riesco a comprendere come possa naturalmente avvenire ciò che ho visto con i miei occhi ovvero gatti in passeggino (non legati, non sguinzagliati, semplicemente immobili nel loro passeggino), gatti pigramente seduti sulla sedia mentre il padrone mangia la bistecca e gatti direttamente acciambellati sulle gambe del padrone, il che potrebbe essere normale sul divano di casa tua ma non lo e’ di certo se ti trovi al ristorante.
Pertanto penso che gli allevatori di animali facciano loro qualcosa, non lo so, non e’ normale, non mi piace. Sara’ kawaii e tutto quello che volete ma un gatto che si trova all’aperto circondato da alberi, farfalline e quant’altro e se ne resta immobile dove viene posizionato mi fa un po’ specie. Ma i giappi a quanto pare non ci badano e continuano a giocare a polly pocket con i loro adorati animali-soprammobile

l

Le regole per i fumatori

Questa e’ cosa risaputa, in Giappone per strada non si fuma. In realta’ le regole variano da zona a zona e da citta’ a citta’. A Tokyo ad esempio nel distretto di Shinjuku e’ vietato fumare in tutte le strade, anche se sempre più spesso le persone fumano nelle stradine secondarie dove passa poca gente, magari andando verso casa la sera (a Shin-Okubo anche di giorno), sarebbe molto scortese se non ingiustificabile farlo nella strada principale. Queste regole insomma vengono un po’ riadattate dai nippongini ribelli, ad esempio la sera a Kabukicho (il quartiere degli host di Shinjuku) parecchi fumano per strada in tranquillità perché la zona e’ un po’ un mondo a parte xD E a Roppongi mi e’ capitato di tornare verso la metro con un collega giapponese che si era messo a fumare e quando gli ho chiesto “ma non e’ vietato?” (c’era tanto di cartelli per terra) mi ha risposto che di giorno non l’avrebbe mai fatto ma a quell’ora lo facevano tutti. Insomma regole a caso. La cosa volendo e’ anche spiegabile, il paradosso e’ che non puoi fumare per strada ma puoi tranquillamente fumare nei locali, family restaurant, qualsiasi negozio che involva bere e mangiare. E no, non sempre ci sono zone fumatori separate, come accade in Italia per quei ristoranti che vogliono prevedere una zona dedicata per i clienti tabagisti, tra l’altro seguendo i rigidi regolamenti quindi porte ermetiche, sistema di aerazione in un certo modo ecc…Qui spesso e volentieri non c’e’ alcun tipo di separazione tra i non fumatori e i fumatori, personalmente nonostante ogni tanto anche io fumi, essendo abituata alle regole italiane mi infastidisce entrare in un posto e sentire la puzza di fumo o vedere gente che fuma di fianco a non fumatori, non lo trovo giusto anche perché’ quando chiedi “ma perché’ per strada non si fuma?” la risposta più comune e’ “perché così’ disturberesti le altre persone!”. Dal mio punto di vista meglio disturbare a cielo aperto che semmai uno si sposta, piuttosto che in 15 metri quadrati di bar D:

l

Concerti metal al profumo di fragola

I concerti giapponesi sono suggestivi e sicuramente sociologicamente interessanti quindi, se vi capita, andate a vederne almeno uno. Se non volete spendere ci sono tanti localetti sfigatissimi di 3 metri x 3 dove band ancora sconosciute cercano di crearsi un fandom facendo concerti spesso gratuiti o con una spesa minima portandosi dietro i 15 fan fedelissimi che immancabilmente conoscono tutte le furi di ogni singola canzone, ovvero realizzano sui pezzi delle specie di coreografie che solitamente si fanno con le mani muovendosi a seconda del ritmo della musica. Ci sono delle furi standard quindi dopo un po’ cominci a capire a seconda del ritmo della batteria ecc qual’e’ la furi più probabile, ma ce ne sono anche di personalizzate con tanto di tutorial su youtube per imparare come farle. All’inizio mi sembrava una cosa un po’ strana, perché ai concerti uno non dovrebbe sentirsi libero di muoversi liberamente? Per un europeo il bello dei concerti e’ che ti lasci andare e cominci a ballare e muoverti a caso tipo in preda a una trance (?) ma qui se lo facessi, beh probabilmente saresti l’unico a farlo e cozzerebbe con l’armonia del tutto. Perché’ alla fine di questo si tratta, le mie esperienze di concerti in Europa sono state devastanti, ore ed ore di code per accaparrarsi le prime file, sudore, attesa col sole e con la pioggia, e una volta dentro spesso e volentieri la rivalita’ fra un gruppo e un altro, manco gangs of New York. Ai concerti qui in Giappone l’organizzazione e’ davvero buona. Innanzitutto i biglietti sono numerati e il numero viene assegnato a caso (tranne le prevendite per i fanclub ma anche li’ non e’ detto che capiti un numero super buono) così’ senza dover fare code di 12 ore ed ammazzarti hai esattamente le stesse possibilità di chiunque altro, che tu abiti li’ vicino o venga da un’altra città, che tu sia libero o lavori fino a poco prima del concerto. Circa una mezz’oretta prima dell’inizio arrivi sul posto e ti sistemi in base al numero di biglietto, i numeri vengono chiamati in serie “dall’1 al 10″ “dall’11 al 20″ e tu entri mostrando il tuo biglietto col numero. Una volta dentro non ti fiondi correndo cercando di tirare spallate a tutti per andare avanti, i nippongini si sistemano in file ordinate distanziate l’una dall’altra e anche abbastanza larghe, e se tu cercassi di violare quest’ordine saresti l’unico fuori posto e lo noterebbero tutti. I concerti seguono un filo abbastanza simile, i fan sanno quando applaudire, che furi fare, quando esultare, il tutto e’ perfettamente coordinato. Per quanto mi riguarda, qui più’ che in altri concerti in Europa, mi sono sentita parte di un tutto e attivamente partecipe nella riuscita di un concerto. La stessa band non solo lo gradisce, se lo aspetta. Diventa un po’ come parlare, una battuta a te e una a me, credo sia anche per questo che il rapporto band-fan qui e’ molto stretto. Insomma e’ una cosa davvero carina e una volta che ci si abitua non e’ facile tornare al caos e puzzume di casa tua. Ma passiamo alla chicca xD Ai concerti metal in certi pezzi di canzoni si fa headbanging (ma dipende sempre dal ritmo della musica, anche in certe canzoni pop-rock si headbanga) e vedere queste giappine minute con la faccia da micetto sbattersi a destra e a sinistra coi capelli sbattuti ovunque in un violentissimo movimento di testa e’ da vedere. Come si sa le giappine amano irrorarsi di acqua profumata e usano shampoo dalle fragranze dolci e fruttose, quindi quando fanno headbanging la sala si riempie di un buonissimo profumo di fragola! Credo succeda solo qui xDDD

k

 
Outdoor-Sun-font-b-Hat-b-font-font-b-Visor-b-font-font-b-hat-b

Stranezze dal Giappone (parte 1)

On June 17, 2015, in Fashion, Italiano, Life in Japan, by 03. Chiara
0

Ok, di post intitolati in questo modo ne avete letti a iosa, ma questa è la mia classifica personale di “cose che mi hanno lasciata perplessa”, quindi…ciccia!

Senso di marcia

Se in italia la gente va per strada un po’ a casaccio dribblando a destra o a sinistra a seconda della convenienza, in giappone c’è un metodo che devi capire strada facendo (ahah capito il doppio senso?? “strada facendo” ahah…vabbè), eppure c’è, e non solo! il senso di marcia può cambiare da una zona all’altra. Ad esempio nel quartiere di Shin-Okubo, dove si trova la mia scuola, il senso di marcia sui marciapiedi è a sinistra, quindi se per sbaglio ti butti a destra ti troverai una marea di gente che ti viene addosso a caso. Dopo che avevo capito ciò, sono stata in altre zone camminando a sinistra bella tronfia tipo “yeah sono una di vvoih” per poi accorgermi che invece lì il senso di marcia era a destra, quindi occhi aperti e gambe in spalla (ahah..vabbè). Ma in generale penso sia più a sinistra, anche sulle scale mobili stai a sinistra (nella stazione di shin-okubo è al contrario, ovvero il nostro giusto quando c’è (?) O.O, ossia le scale si salgono e scendono a destra, ma normalmente no, infatti stanno facendo tanto di progetto in ventordici lingue per dire a tutti di non sbagliare senso ad ca**um), e l’ho pure notato durante il mio lavoro part-time, quando alla 20esima volta che mi scontravo col capo sala e lui cristava in turco (o giapponese, non ho mai decifrato i criptici epiteti) ho notato che quando ci si stava per scontrare lui si spostava automaticamente a sinistra, mentre io mi spostavo a caso, finendo in una specie di valzer fuori luogo coi vassoi in mano. Scusa caposala, colpa mia.

ò

Entrata sul treno, attesa e disposizione all’interno

Scusate l’ovvietà, ma questo paragrafo merita la giusta attenzione. La coda per salire sul treno non è una cavolata. E’ utile. E’ giusta. Così ti ritrovi a pensare dopo un po’ che stai qui, niente gente che si tira testate, niente ressa da “io faccio il furbone e salgo per primo”, niente accumuli di gente tutta ammassata in un posto disposta stile sagra delle salsicce, insomma. Merita. Ultimamente, visto che i nippongini si stanno evolvendo e cominciano a non rispettare le regole, nelle stazioni di tutta Tokyo sono apparsi questi striscioni bianchi sul pavimento in corrispondenza delle porte con scritto “FATE LA CODA QUI”, a prova di Lory del Santo insomma. Altra cosa da menzionare è che i punti di coda corrispondono esattamente ai lati delle porte, non che aspetti a caso sulla banchina chiedendoti se la porta più vicina sarà a mezzo chilometro, i segnali sul pavimento spaccano il centimetro così puoi accomodarti e entrare senza fare più strada del necessario.
Anche la disposizione dentro al treno ha un suo perché, tutte le volte che sono entrata mettendomi a casaccio venivo scontrata innumerevoli volte, mettendomi nel modo giusto neanche una. Quando si entra non ci si ammassa davanti all’entrata, la prima cosa da fare è o cercare un posto o sistemarsi lungo il corridoio proprio di fronte a chi sta seduto, bello adeso, in modo da agevolare chi ti dovrà passare dietro. Se hai un bagaglio qualsiasi lo posi sui portabagagli in alto, perché altrimenti disturberesti chi deve passare. Tutto ha un suo perché!
Altra cosa utilissima, ogni carrozza ha un numero così come ogni porta di ogni carrozza, così se sei sul treno e devi raccogliere un’amica per strada le puoi dire semplicemente “sono salita alla carrozza 8 porta 3″, e la troverai esattamente lì davanti pronta a salire alla stazione prefissata. questo serve anche a chi lavora lì per sapere ad esempio dove si trovano i disabili, che vengono sia accompagnati alla porta e sistemati nella posizione corretta quando salgono che prelevati alla stessa porta di tot stazioni dopo quando scendono. Utile no?

gg

la moda nonsense estate/inverno

Quest’inverno mi sono stupita vedendo quante ragazze (tipo tutte) andassero in giro con mini shorts e piumino, tutto talmente corto che sembravano col piumino ma in mutande (e sono convinta che qualcuna lo fosse veramente), alché all’epoca avevo scritto un post su facebook dicendo “ma in estate che faranno?” e le risposte mi avevano lasciata perplessa. “in estate scaldamuscoli fino alle spalle!” “in estate stivali col pelo!” e io…mmh beh sì certo xD E invece. E INVECE. Ho capito la verità quando intorno a fine maggio al solito 100 yen shop ho trovato in vendita degli scaldamuscoli coi gattini. Primo pensiero “gattini *^*” secondo pensiero “scaldamuscoli??”. Ebbene, le donne giapponesi sono peggio dei vampiri ad agosto, odiano il sole più delle lumache, temono l’abbronzatura più di Maria Antonietta e fanno la qualunque per coprirsi il più possibile durante le ore diurne. Da qui nascono una miriade di accessori improbabili e sicuramente visivamente osceni. Passino gli ombrelli prendisole (ma anche gli ombrelli da pioggia usati come ombrelli prendisole, che in Italia aprirli se fa bello porta pure sfiga), passino pure gli scaldamuscoli piuttosto, ma i PASSAMONTAGNA e i CAPPELLINI A VISIERA INTEGRALE mi hanno lasciata abbastanza perplessa.

 

If you are planning a date and you want to…

  1. Keep it within a reasonable budget
  2. Make it original (vs. regular dinner / drinks)
  3. Remain in Tokyo and enjoy skyline views

Here are some ideas that might be useful:

 

An Artsy Evening & Rooftop Views

Mori Art Museum

Cost:

¥1,500-1,800 (depending on exhibition) per person

* Additional entrance fee might apply if you get access to the Sky Deck

Pros:

  1. They just reopened in April after a 4-month renovation
  2. You get amazing views, more so if you get access to the Sky Deck
  3. Renowned Contemporary exhibits + shop, café and restaurant

Further recommendations:

  • Check exhibitions ahead (it is contemporary art after all)
  • Book tickets ahead if you can especially weekend ones

Opening Times:

Every day except Tuesdays: 10:00-22:00 (Tuesdays: 10:00-17:00)

(Admission until 30 minutes before closing)

Address:

53F Roppongi Hills Mori Tower, 6-10-1 Roppongi, Minato-ku, Tokyo, Japan

Link: http://www.mori.art.museum/eng/index.html

TCV_1280_720

A Boat Trip & Sunset Views

Hotaluna Boat Ride Asakusa-Odaiba

Cost:

¥1500 approx. per person / per ride

Pros:

  1. Back to the future looking boat connecting two of the loveliest places in Tokyo
  2. Great views from both inside and outside – i.e. safe on rainy days
  3. Cafe serving mojitos and ice cream during the ride

Further recommendations:

  • Get the last boat to enjoy the sunset onboard and once you get to Odaiba
  • Take the monorail (Yurikamome) on your way back. Seat at the very front and feel like you are in a rollercoaster

Address:

1-1-1 Hanakawado, Daitou-ku, Tokyo, Japan

From Asakusa Sta. (Tokyo Metro Ginza Line): 1 min. walk

From Asakusa Sta. (Tobu Isezaki Line): 1 min. walk

From Tokyo Subway Asakusa Sta: 3 min. walk

Link: http://www.hotaluna.com/boarding/

IMG_3306

 

Give them a go… and let me know!

Laters,

Hana

 

Gita a Kamakura

On June 17, 2015, in Italiano, Travel, by 06. Martina
0

Qualche tempo fa sono andata a Kamakura, e non penso di poter esprimere quanto ne sia rimasta piacevolmente colpita. Me ne sono davvero innamorata. Non solo è una bella città silenziosa che dà sul mare, ma è piena ti di santuari e templi meravigiosi.
Partendo dalla stazione di Shinjuku e prendendo la linea Shonan-Shinjuku della JR ci si mette un’oretta.

11391514_10206893120434379_5030506083277306642_n 11257739_10206893115274250_2525225444898636119_n
Il tempio Kotoku-in, sebbene non sia il più bello, ospita il Daibutsu, uno dei due più grandi Buddha di bronzo (11 metri di altezza) del periodo premoderno giapponese. L’altro si trova a Nara.

11406867_10206893115634259_372998775317782997_n
Il Tempio di Hase-dera è il migliore a mio parere. Pieno di verde, davanti vi si estende uno stupendo giardino, e accanto alle scale che conducono agli edifici, così come nella parte occidentale del complesso, ci sono centinaia di statue raffiguranti Jizo (divinità protettrice dei viaggiatori e dei bambini). Arrivati in cima si può godere di uno splendido panorama sulla Baia di Sagami.

11407079_10206893116554282_8585063715420397302_n 11401486_10206893116954292_9107966598566824728_n 11392896_10206893116754287_6481238153469696264_n 1468632_10206893115754262_90374675098962531_n 1383884_10206893118114321_2463590013093345772_n
Il Tempio Toke-ji è immerso in una valle boscosa, ed è assolutamente da vedere. Io ho avuto la fortuna di farlo poco prima della chiusura, quando non c’era quasi nessuno. Indescrivibile la pace che trasmetteva.

11257739_10206893121594408_1818568583963981148_n 11401061_10206893121754412_9043749879394622455_n
Tutti i templi sono a pagamento, ma il prezzo è davvero irrisorio, valgono ogni yen.