皆、久しぶりですね

今度は「JapanFoodFesta」という日本の産地的な食べ物のエベントについて書きたいんです。数日前、スクールメートと一緒に有楽町駅で集合して、着物を着ていた観光ガイドに日本的なご馳走の情報をたくさん教えてくれました。

Salve a tutti,

anche questa volta il tema principale dell’articolo che mi appresto a scrivere è… il cibo. E’ incredibile quanto, in qualità di Italiano all’estero, mi sia difficile staccarmi dalla stereotipo tutto cibo, divertimento e casa. Però c’è da dire che anche tramite il cibo è possibile conoscere culture diverse e comprendere meglio l’ambiente che ci circonda. E quale occasione migliore di una fiera sul cibo per testare i piatti tipici del Paese del Sol Levante?

Come il nome suggerisce esplicitamente, la Japan Food Festa è un evento nel quale le strade solitamente seriose e ricercate del quartiere finanziario di Ginza accolgono stand di prodotti locali da diverse aree del Giappone. In questo modo lo scenario quotidiano è trasformto a tutti gli effetti in un mercato aperto, con rivenditori che promuovono gridando i loro prodotti nella marea di passanti e visitatori intrappolati tra i due lati della passerella. In effetti, il grave (e forse irrisolvibile) problema di questo tipo di manifestazioni è proprio l’incredibile affluenza di persone. E al contrario delle aspettative, quando si tratta di mangiare, i Giapponesi tengono testa anche al più incallito buongustaio Italiano.

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Dopo aver incontrato alcuni colleghi della Kai alla fermata di Yurakucho (non prima di essermi perso), ci siamo diretti verso il punto di incontro, dove abbiamo deciso di dividerci in tre gruppi, guidati ognuno da una guida, per una passeggiata che sarebbe dovuta durare circa quaranta minuti ma che si è ridotta a circa la metà del tempo. Il motivo: a causa delle spiegazioni sui vari prodotti tipici si correva il rischio di rimanere senza cibo da assaggiare. Cosi, accompagnati dalla nostra guida, in verità un po’ stranita dal fatto di dover parlare in inglese, abbiamo prima provato del tè verde maccha, poi degustato le cinque più comuni varietà di shoyu, da noi conosciuto come salsa di soya. Le cinque varietà avevano davvero, alquanto inaspettatamente, diverse nel sapore e nella gradazione di dolcezza.

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Ancora, ho scoperto che anche il miso, la zuppa calda che nella cucina tradizionale giapponese è consumata, un po’ come il riso, come accompagnamento, può essere prodotto in tre varietà, cioè dal riso, dai fagioli e dal frumento. Putroppo questa scoperta si è accompagnata che la notizia che la maggior parte degli stand stavano terminando le loro scorte di ingredienti. Tutti ci siamo quindi affrettati a terminare il tour con una veloce presentazione delle varie iniziative legate all’agricultura, al turismo enogastronomico e rurale, alla prevenzione delle freschezza e qualità dei prodotti. Mentre i vari stand chiudevano i battenti (tutto questo all’1 del pomeriggio) sono riuscito ad accaparrarmi qualcosa che in verità nell’opinione di molti non corrisponderebbe all’idea di Giapponesità: un panino con carne di cervo. A detta del pamphlet, la Gibier, dal francese “cacciagione”, sarebbe una attività solo da poco riconosciuta in Giappone, a differenza del ruolo fondamentale che in Europa ha avuto fin dall’antichità. Insomma, il Japan Food Festa 2013 è davvero passato in battibaleno e spero di esplorarlo anche il prossimo anno, perché penso valga davvero la pena approfondire la conoscenza di un evento tanto importante, magari con un pò più di calma…

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