Death Parade

On June 8, 2016, in Italiano, Life in Japan, School Life, by 02. Christine
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Ci ho pensato molto prima di scrivere un post del genere, un po’ perché non sono brava a recensire, un po’ perché ho guardato un sacco di serie fino ad ora ed avendo la memoria di un criceto perennemente addormentato non ricordo proprio tutto tutto…
Ma non posso far finta di non aver perso giornate intere a guardare Anime, specie dal mio arrivo in Giappone, perciò tanto vale sfruttare la cosa, nevvero?

Death Parade

“Benvenuti al Quindicesimo.”

Death Parade è un Anime della MadHouse, casa di produzione giapponese che tra i tanti lavori ha curato la trasposizione animata del celebre Death Note e ha collaborato con lo Studio Ghibli per il film “Il Castello errante di Howl”; la serie deriva da un cortometraggio chiamato Death Billiards, ideato da uno dei produttori della casa di produzione stessa, Yuzuru Tachikawa.

Vi posto la sigla per darvi un’idea del tipo di storia con cui abbiamo a che fare.

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Non è troppo ganza? Una sigla del genere, così allegra e spensierata, è perfetta per questo tipo di Anime.
Nel senso che ti porta fuori pista.

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L’episodio pilota ci mostra un uomo visibilmente confuso uscire da un ascensore; viene subito raggiunto dalla moglie, arrivata nello stesso modo, e i due iniziano a guardarsi attorno.
Dove si trovano? Cosa stavano facendo poco fa? Come sono arrivati in quel bar elegante?
E chi è quel tipo inespressivo che li accoglie?

 

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L’uomo in questione si presenta come Decimo, il barista del Quindicesimo piano, ovvero il luogo in cui si trova ora la coppia; lo so, stiamo già facendo confusione con i numeri, ma chiariamo subito che è il protagonista e non se ne parla più.

Decimo invita i due ospiti ad ordinare qualcosa e chiede loro se abbiano memoria di quel che stavano facendo prima di arrivare al bar; il ricevere una risposta negativa non lo sorprende affatto.

 

“Ora che siete giunti entrambi, procederò nel spiegarvi le regole.
Primo: non posso rivelarvi la vera natura del luogo in cui vi trovate.
Secondo: sarete costretti a partecipare ad un gioco.
Terzo: la tipologia del gioco verrà decisa tramite roulette.
Quarto: c’è in palio la vostra vita.
Quinto: non vi sarà concesso uscire da qui finché non sarà proclamato un vincitore.”

 

Tuttavia, non è ancora finita: la coppia è quindi costretta a giocare a freccette, secondo quanto deciso tramite roulette. Ma non si tratta di freccette normali: al posto dei punti sono mostrati vari organi umani, che Decimo spiega essere collegati direttamente al corpo dei due giocatori.
Ogni qualvolta un giocatore centra un organo con una freccetta, l’avversario avvertirà dolore proprio in quel punto.

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La coppia è incredula, soprattutto il marito: essendo un medico, trova la cosa del tutto irrazionale.
Ma non appena il gioco inizia è costretto a ricredersi: il dolore è lancinante, e con esso iniziano a riaffiorare i ricordi perduti…

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Veniamo anche a conoscenza della co-protagonista, una ragazza senza memoria del proprio passato che si ritroverà a fare l’assistente del misterioso Decimo.

 

Non voglio scrivere di più riguardo all’episodio perché finirei per rovinarvi la sorpresa, quindi passiamo subito alle mie impressioni.

Non è un Anime che mi ha fatto gridare al miracolo, ma mi è comunque piaciuto tanto: la trama è scorrevole e i personaggi sono ben riusciti, così come la resa della psiche umana, su cui si basa l’intera serie. Voti pieni poi a sigla e disegni!
Merito anche della scelta di sviluppare il tutto in 12 episodi, senza preoccuparsi di svelare tutti i segreti della storia che potrebbe anche avere una seconda stagione in futuro.

Lo consiglio? Sì, anche se alcuni potrebbero trovarlo scontato e banale, si tratta solo di 12 episodi!

Dategli una chance e ditemi cosa ne pensate!

 

Ed è tutto per la prima (e forse ultima) puntata di questa rubrica… Cosa ne dite? Vi potrebbe interessare un continuo o preferite che mi concentra su altri argomenti?
Attendo proposte e opinioni (vanno bene anche insulti, però andateci piano, che sono sensibile).

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伊勢志摩サミット/G7高峰會

On June 6, 2016, in Life in Japan, 繁體中文, by 04. Woody Kou
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2016年5月26日於日本三重縣舉辦了G7首腦高峰會

日本的新聞媒體大多稱之為伊勢志摩サミット

由於前陣子在歐洲的地鐵站發生過IS的恐怖攻擊事件

日本當局也在G7開幕前強化了各地的警備

就連離三重縣遙遠的東京也明顯地感覺到差異

5/26開始一連三至四天

池袋、原宿、渋谷等地方路上都隨處可見巡邏警察

另外為了避免歐洲的事件再發生

隨處可見自動販賣機的日本

在G7的這幾天中車站裡的販賣機全數封閉

連垃圾桶也都貼了起來

第一次在日本感受到這麼嚴謹防範恐怖攻擊的一系列行動

這對台灣來說很遙遠的感覺

 

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Nikko

On June 5, 2016, in Uncategorized, by 03. Martina
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Nikko è stata davvero una piacevole scoperta, compreso il viaggio in macchina (ho la fortuna di avere un’amica con patente giapponese) che offre splendidi panorami.

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La prima tappa è stata ad una stazione di servizio che si affaccia su un fiumiciattolo molto carino.

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La seconda, che probabilmente è stata anche la mia preferita, alle Kegon no Taki, le cascate di Kegon. Pagando il biglietto, di cui purtroppo non mi ricordo il costo, ma mi sembra intorno a 500 yen, si può accedere via ascensore a delle piattaforme che si trovano a 100 metri più in basso rispetto alla biglietteria. Ti sembra veramente di trovarti su un set cinematografico di King Kong o Jurassic Park.

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L’ultima fermata è stata la strada dei templi e santuari. Pagando un biglietto cumulativo è possibile vedere le costruzioni più famose, compresa quella con la raffigurazione delle tre scimmiette “non vedo, non sento, non parlo”. Sono costruzioni davvero molto belle, sebbene alcune siano pesantemente decorate non si può non notare la dovizia dei particolari.

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E tu, sei stato a Nikko? Hai visto qualcosa di diverso? Ti è bastato un giorno?

 

100円ショップ – I negozi a 100 yen

On May 28, 2016, in Italiano, Life in Japan, by 02. Christine
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Pictures got from internet, not mine, belong to their owner.

(Ho le mie foto, ma devo modificarle per poterle mettere nel post perché troppo pesanti, quindi per ora accontentatevi di queste.)

 

Quale stregoneria è mai questa? Si tratta forse di un miraggio? Allucinazioni? Peste bubbonica?
E invece no, torno ad aggiornare il blog semplicemente perché ho finito le scuse plausibili per non aggiornare. O meglio, ho finito poco fa di studiare e volevo trovare una via di fuga per evitare di ripassare.

Poi mi lamento che non so ancora parlare Giapponese in modo decente, tsk.
Vi capita mai di essere colti da un attacco di shopping compulsivo? Quando si è davvero di malumore a qualcuno capita di essere preso dalla voglia irrefrenabile di comprare cose di cui non ha davvero bisogno.
Badate bene, maschietti, che non mi sto riferendo alla tipica voglia di shopping delle donne: le due cose sono prettamente distinte! E lo si può capire dal… Dal…

EHM! Ma non stiamo qui a scervellarci sul complicato universo femminile e torniamo al nostro caro Giappone. L’argomento di oggi, come avrete capito, tratta di shopping e di particolari negozi che in Italia non troverete mai.

 

100 ¥ shop (100円ショップ)

I negozi a 100 yen sono ovunque! E non solo a Tokyo, li potete trovare in qualunque città del Sol Levante.
Ma cosa sono?
Come si può intuire dal nome, si tratta di negozi dove tutta la merce costa 100 yen, che con il cambio odierno corrispondono a 81 centesimi.
In realtà aggiungendo le tasse il costo definitivo è di 108 yen, ma non stiamo a fare troppo i pignoli.

Che prodotti si possono comprare? DI TUTTO.

I reparti più forniti sono solitamente la cucina e la cartoleria, ma a seconda della catena a cui il negozio appartiene la varietà cambia.
Mini pentole, stoviglie, prodotti per la casa, giardinaggio, fai-da-te, hobbistica, arredamento, snack, persino biancheria intima (per quanto siano di dubbio gusto) e trucchi.
La qualità è sorprendentemente migliore di quel che mi aspettassi all’inizio, tanto che di tutto ciò che ho comprato e usato non c’é ancora stato qualcosa che si sia rotto.

Grazie alla grande varietà di oggetti disponibili, questi negozi sono la scelta principale di chi vuole arredare casa senza spendere troppo, ma i prezzi sono talmente convenienti che anche nel caso in cui non si abbia bisogno di niente è quasi impossibile uscire senza aver comprato qualcosa.

Vorrei condividere con voi tre delle catene di negozi a 100 yen in cui compro spesso.
La più famosa è indubbiamente il Daiso. Uno dei più conosciuti si trova a Takeshita Dori, Harajuku, ma anche quello di Nakano vicino a casa mia è molto rifornito.
Qui trovate davvero di tutto, anche se magari esteticamente non c’è molta varietà. Il reparto riservato alla cucina (inteso come stoviglie e utensili) e al giardinaggio sono i miei preferiti.


Il Can Do è un’altra catena molto diffusa, tanto che uno dei negozi si trova proprio accanto alla mia scuola. Anche se la quantità di prodotti è inferiore al Daiso, qui c’è molta più varietà di colori e forme, dando modo ai clienti di esprimere la propria personalità. Molto carino il reparto cartoleria, dove ogni due per tre ci sono articoli a mio parere geniali (segnalibri magnetici, dove siete stati fino ad ora?).

 

Se si vuole arredare casa, però, la mia scelta ricade senza dubbio su Seria, che punta su uno stile elegante e femminile. Non è grande quanto il Daiso o il Can Do, ma ha tante cose carine, dai piatti alle mini tendine.

 

Menzione di merito al Lawson, il famoso konbini (convenient store, simile al Carrefour per intenderci) che ha un ramo chiamato Lawson Store 100, dove il cibo costa 100 yen. Cibo vero, a differenza del Daiso e simili dove troverete solo ramen istantanei e snack.


Prima di svaligiare il primo negozio a 100 yen che trovate, tenete a mente tre punti importanti:
– la tassa dell’8% da aggiungere al prezzo indicato (quindi invece di 100 yen costerà 108 yen);
– possono esserci articoli più cari. Ebbene sì, alcune cose di qualità o dimensioni superiori potrebbero venire dai 200 ai 500 yen, ma sono sempre indicati con un cartellino, quindi buttateci un occhio;
– si paga solo in contanti. Penso sia ovvio, ma meglio essere precisi.
E se non siete soddisfatti dei 100 yen shop, potete sempre provare 3COINS, negozi a 300 yen (tasse escluse). In pratica i cugini radical-chic del Daiso&Co., ma più indirizzati ad un pubblico femminile. Il più grande che ho visto finora si trova a Shimokitazawa, il quartiere hippie di Tokyo.


Ed è tutto per ora! Ciao, amici!

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Monte Tsukuba

On May 26, 2016, in Italiano, Travel, by 03. Martina
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Ciao! Mi chiamo Martina, avevo scritto per Kai Gambalog ormai quasi un anno fa. L’anno scorso ho studiato in questa scuola da gennaio a giugno, poi sono tornata in Italia per sei mesi e ora rieccomi di nuovo qui.

Ma bando alle ciance. Oggi voglio raccontare della gita che ho fatto al Monte Tsukuba un paio di settimane fa.

Ai suoi piedi vi sono un grazioso tempietto, dedicato alla sacra montagna, e qualche negozio di souvenir.

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Poi inizia la sfida, fatta di scalini, sassi e rocce. E io che odio le scale lo sapevo? No. Non so chi cavolo ha dato il voto di 2 su 5 come difficoltà alla risalita di questo monte, ma dovrebbe essere licenziato.
Sono andata con una mia amica, e c’è stato un momento in cui pensavo che non ce l’avrei fatta. Sarà che sono una mammoletta pigra, sarà che la mia amica era incita, ma è stata piuttosto dura.
Tuttavia la soddisfazione di avercela fatta senza cadere, la natura meravigliosa che ci ha deliziato durante tutta la risalita e il panorama che abbiamo potuto godere dalla cima ci ha ripagato di tutto.

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Lassù si trovano altri negozietti e un ristorante dove si può gustare soba, ramen, curry e altro.
E’ stata davvero una bella gita! Se siete fisicamente normodotati, non siete incinti e non sapete cosa fare nel fine settimana, è un’esperienza che vi consiglio, divertente, stancante ma rilassante allo stesso tempo poiché permette di allontanarvi dal caos della nostra Tokyo.