芝公園. (Shiba park)

On July 20, 2014, in Svenska, Travel, by 03. Nathalie
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Tokyo är full av parker, och detta är en av dem. Bilden ovan är lite missvisande men, Shiba park är byggt runt Zojoji, och Tokyo Tower lyckas vara alldeles intill! Shiba är en öppen park, kostar alltså inget att gå in där.

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江ノ島 (Enoshima)

On July 20, 2014, in Life in Japan, Svenska, Travel, by 03. Nathalie
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Efter Kamakura fortsatte vi mot Enoshima. Dock inte till fots, alldeles för långt att gå! Så vi tog tåget, en tur på ca 10-15 minuter.

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Onigiri

On July 17, 2014, in Uncategorized, by 05. ilaria
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C’è una cosa che più o meno tutti gli stranieri in Giappone si ritrovano a comprare: gli Onigiri. Pallotte di riso a forma triangolare o circolare, ricoperte da un foglio di alga nori e ripiene di pesce, verdure, salse…

Sono un’ottima fonte di energia nei momenti in cui non sia ha molto tempo per mangiare ma si sta letteralmente morendo di fame (tipo durante la pausa delle 11 XD) e sono molto economici.

L’unico grande problema che si incontra quando si ha una fame da lupi e non si ha tempo da perdere è capire quale strano ingrediente sia contenuto all’interno del riso. Ebbene si, nonostante si abbia mastichi abbastanza bene il giapponese, capire il contenuto degli onigiri è sempre abbastanza problematico. Almeno, questo è il mio caso.

La maggior parte delle confezioni presenta solamente kanji più o meno complessi, ma, a volte, soprattutto quando si tratta di edizioni stagionali o limitate, sono presenti delle fotografie.

Il tipo di onigiri “base”, il più semplice, è il ツナマヨネーズ, Mayonese e tonno. E’ quello che personalmente acquisto più spesso. Il gusto non è troppo particolare e gli ingredienti sono scritti in katakana, quindi comprensibili. image

紅鮭(べにさけ)credo sia uno dei più famosi. E’ composto da salmone tritato finemente. Ha un gusto un po’ salatino a mio avviso, ma è il secondo tipo di onigiri che compro più spesso. Simile a questo c’è anche おかか, composto da tonno essiccato. In sostanza assomiglia al tonno essiccato che si mette su okonomiyaki e takoyaki. image 909

Un tipo di onigiri dal sapore “particolare” per il gusto occidentale è il 梅(うめ). Ripieno di ume, prugna giapponese, ha un sapore salato ma allo stesso tempo un po’ acido. A me non piace per nulla, ma
mi hanno detto che mangiare questeprugne in estate aiuta a combattere il senso di affaticamento. Sarà vero?image099

L’onigiri ripieno di 昆布(こんぶ)inizialmente non mi piaceva affatto, ma pian piano lo sto rivalutando. E’ ripieno di un particolare tipo di alga che ha una consistenza quasi gommosa, ma allo stesso tempo soffice e ha un gusto abbastanza dolce.

明太子(めんたいこ)è un altro tipo di onigiri ripieno di uova di pesce e rispetto ai tipi precedenti, questo è abbastanza piccante. image4697

Infine, 鮭といくら(さけといくら)composto da salmone e uova di salmone è uno dei miei preferiti, nonostante costi leggermente di più rispetto agli altri menzionati in precedenza.image2012

Questi sono i principali tipi di onigiri che ho notato nei combini e supermercati di Tokyo. A seconda del periodo dell’anno e delle stagioni, però, vengono messi sul mercato anche delle “edizioni speciali e limitate” di questi particolari snack.

 

 

 

夢を叶う

On July 17, 2014, in Uncategorized, by chiara
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Ieri è stato in giorno molto importante per me. Dopo parecchio penare ho ottenuto un visto lavorativo qui in Giappone.

Sono arrivata a gennaio non molto fiduciosa di riuscire in questa impresa. Prima di tutto bisognava trovare lavoro cosa già di per sé non semplice. Mi ero riproposta di lasciarmi alcune opzioni lavorative come ultima spiaggia, perché ne avevo abbastanza di lavori scelti solo per poter sopravvivere… Grazie a un annuncio alla Kai ho trovato questa opportunità, un arubaito che si è trasformato in qualcosa di più grande.
All’inizio lavorare e studiare è stato devastante. Le assenze fatte al corso avanzato alla Kai parlano chiaro. Ho a lungo parlato con insegnanti e personale della Kai preoccupati del peso delle assenze sulla possibilità di rinnovare l’iscrizione a scuola, ma soprattutto dello stato della mia salute. Ma non avevo scelta perché il mio obiettivo era lavorare e dovevo portare avanti entrambe le cose. Quando mi sono trovata davanti alla scelta di tentare il tutto per tutto o perpetuare in uno stato che forse era più sicuro ma mi stava ormai stretto, beh indovinate cosa ho scelto ? Il salto nel buio. E ora sono qui a raccontare il mio temporaneo lieto fine. La scuola non la abbandonerò, ho ancora molto bisogno di studiare la lingua giapponese. Ma alla mia non più tenerissima età posso finalmente dire di aver ricevuto una prima soddisfazione per le fatiche fatte in passato in Italia e per quelle più recenti qui in Giappone :)
Saluto quindi gli altri “colleghi” del Gambalog ringraziando Munezai san per l’interessante opportunità offertami con questa “collaborazione”:)
Vi saluto con una foto esplicativa della giornata di ieri è del traguardo raggiunto ( e su fatemi essere un po’ orgogliosa per una volta!;)

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Parte 2: Le evoluzioni

La seconda fase musicale connessa al Giappone che ho vissuto, quella diciamo più seria, includeva musica già piu di un certo “spessore” e non solo opening di anime ( che comunque sono spesso pezzi di musica di tutto rispetto). Provo a presentarvela sempre con qualche video che almeno vi risveglio dal torpore di questo caldaccio estivo giapponese. Uno dei gruppi giapponesi piu’ COMPLETI che io abbia mai ascoltato sono i Tokyo Jihen, veri e propri musicisti di livello con cantante che oltre a essere brava e talentuosa e’ anche particolarmente bella ed affascinante, voce potente e fantastica, diversa e particolare, ma al tempo stesso molto molto “giapponese”. Pur essendo un gruppo definibile rock e non conosciutissimo a “noi stranieri”, la loro popolarita’ in Giappone e’ notevole! Quasi sempre si esibiscono al mitico concertone di fine anno, l’Uta gassen, che insomma qui in Giappone non e’ cosa da poco. Questo e’ uno dei miei pezzi preferiti:
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Questi bravi ragazzi si sono purtroppo “ufficialmente” sciolti, quindi vedere un loro concerto non e’ propriamente cosa realizzabile. Pero’ Shiina Ringo, la cantante, continua la sua carriera da solista (per darvi un esempio cantava la sigla per i programmi giapponesi sui mondiali di calcio in Brasile) e spesso ripropone anche i pezzi dei Tokyo Jihen… Peccato che in Giappone andare a un concerto non e’ sempre facile.. o meglio non e’ facile accaparrarsi i biglietti (che tra l’altro costano spesso prezzi folli, scordatevi i vantaggiosi prezzi dei festival europei) perche’ nell’80% dei casi bisogna far parte dei fan club del gruppo o cantante.. Ma il modo si trova anche qui ;) (bagarinaggio all over the world).
Un secondo gruppo che ha catturato ormai parecchi anni fa la mia “seria” attenzione e’ quello dei BUMP OF CHICKEN… gruppo diverso, stessa storia. Iper famosi, pseudo rock. Difficile andare ai concerti perche’ frequentati da VERI fans che dotati di ogni gadgets possibile e immaginabile, ti comprano i biglietti quasi prima ancora che il concerto venga annunciato! Propongo un loro vecchio pezzo (il fatto che sia di dieci anni fa lo rende solo migliore, come il vino).
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Di tutto altro genere invece i Polysics! Folli e new wave. Forse mi piacciono perché si rifanno ai Devo e per quelle loro tutine arancioni. Un loro un concerto qui in Giappone me lo andrei davvero a vedere volentieri.. Li vidi a Roma, ma l’atmosfera era totalmente diversa da quella che ho visto ricrearsi nei loro live in Giappone grazie a diversi video online. Ma se pensate di ripassare il giapponese con i loro testi, be NO! mischiano inglese giapponese e parole a caso. Il sound non è certo quello delle ballate eppure signori, anche loro riempiono gli stadi e le arene, il Budokan per esempio!
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Anche per loro il gadgettismo e merchandising si spreca… Sembra che qui in Giappone un gruppo che diventi almeno vagamente famoso debba per forza produrre quantitativi di fuffa (che io adoro sia ben chiaro) incalcolabili per ricevere la benedizione del pubblico… Forse è quell’insano consumismo che ormai permea la società giapponese a non risparmiare neppure la musica, pure quella che dovrebbe in teoria “suonare” meno mainstream.
Non so se questa unione tra sfrenato merchandising e musica “Rock” mi piace per il suo risvolto “collezionistico” oppure mi risulti inaccettabile… Sono scissa.. ehehe